I monumenti di Dubrovnik, un viaggio nella storia della Dalmazia

Nello scorso articolo abbiamo già abbondantemente trattato delle bellezze turistiche e naturalistiche della città dalmata di Dubrovnik (Ragusa), dei paesaggi incontaminati e dei suoi magnifici litorali dalle incantevoli spiagge. Ma Dubrovnik è anche una meta d’eccezione per il turismo archeologico e monumentale: agli appassionati non potrà sfuggire la sua lunga e ricchissima storia che risale al 615 d.C., anno in cui fu fondata dagli antichi Epidauri, che sulla penisola di Lausa costruirono un insediamento fortificato con il nome di Ragusium. Nel tempo questo piccolo insediamento insulare crebbe, unendosi a quello dell’entroterra di Dubrava, ma è solo tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo, che Dubrovnik vide il suo maggiore sviluppo civile ed economico. Sotto il dominio dell’Impero Bizantino prima, e quello Veneziano poi, l’antica Ragusa divenne una Repubblica Marinara al pari Pisa, Genova e Venezia, estendendo il suo dominio mercantile fino alla Turchia, all’Africa e all’India, verso le quali mantenne importanti rotte mercantili fino al 1808, anno dell’invasione Napoleonica.

Durante il periodo d’oro tra 1100 e il 1600, la necessità di difendere la città dagli attacchi esterni stimolò la fondazione delle magnifiche e possenti Mura (Dubrovačke gradske zidine) che la rendono celebre: le mura sono infatti une delle più maestose opere d’architettura difensiva del medioevo, e continuarono ad essere rinforzate per tutta la storia della città, inerpicandosi sulle ripide scogliere e circondando interamente la pianta della città con torri, bastioni, casermaggi e fossati per una lunghezza complessiva di oltre 2 km.

Dubrovnik

Dubrovnik (Photo credit: Wikipedia)

Ancora oggi infatti, per entrare nel centro storico della città (stari grad), bisogna attraversare le tre porte rinforzate di Ploča, Buža e Pila, che dall’alto dei loro robusti archi gotici stanno da secoli a guardia di grigi ponti di pietra. Il centro storico è attraversato da una parte all’altra da un unico importante asse viario, lo Stradun o Placa, che la taglia a metà fino ad allargarsi nella grande Piazza della Loggia (Luza). E’ qui che troviamo la chiesa settecentesca in stile barocco di San Biagio (S. Vlaho), che custodisce la statua in argento del patrono della città, la Torre dell’Orologio e il seicentesco Palazzo Sponza, oggi sede dell’Archivio Nazionale.

Di grande bellezza monumentale c’è poi la Grande Fontana d’Onofrio, costruita nel 1438 dall’ingegnere salernitano Onofrio Giordano (detto anche della Cava): si tratta di una grande vasca poligonale in pietra d’Istria originariamente parte dell’acquedotto cittadino medioevale, ricostruita a seguito dei danni subiti nel terremoto del 1667. Opera dello stesso architetto è anche il Palazzo dei Rettori, sede del Piccolo e Grande Consiglio della Repubblica di Ragusa. In stile gotico ma con elementi barocco-rinascimentali, è vicina alla cattedrale di Dubrovnik, la Cattedrale dell’Assunzione di Maria, la cui fondazione secondo la leggenda sarebbe avvenuta grazie ad una donazione di Riccardo Cuor di Leone in persona.
Importante meta turistica è anche il Convento dei Francescani, sede dell’omonimo museo, di un’importante biblioteca contenente numerosi antichi manoscritti, e della più antica farmacia in Europa, ancora oggi attiva.

Simbolo della città infine, è la Colonna di Orlando, che regge la bandiera statale della Repubblica di Ragusa, e che in tempi passati veniva utilizzata per l’esecuzione delle condanne capitali.

Articolo a cura del Dottor Claudio Butticè, PharmD

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